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Lettera alla Commissione parlamentare antimafia

prot. 254/15                                                 palermo,  19. 03. 2015

 

 

Alla Segreteria della Commissione parlamentare antimafia,

grazie per l’invito, ma non ci sarà possibile partecipare al convegno del 25 prossimo.

Colgo l’occasione per far notare che finora non c’è stato nessun rapporto tra il Centro e la Commissione.

Ricordo che in passato chi scrive e il Centro Impastato hanno collaborato attivamente con la Commissione, in particolare:

̵ nel corso della IX legislatura ho contribuito alla redazione della relazione di minoranza, Doc. XXIII, n. 3-bis, presentata dall’On. Guido Pollice, curando la parte introduttiva e allegando i dossier del Centro: Affare Comiso. Mafia, speculazione e base Nato e Un amico a Strasburgo. Documenti della Commissione antimafia su Salvo Lima e altri documenti.

̵ Nel corso della XIII legislatura, il Centro ha collaborato alla redazione della Relazione sull’infiltrazione mafiosa nei Cantieri Navali di Palermo, Doc. XXIII, n. 21, presentata dall’On. Mantovano, comunicata alle Presidenze il 26 gennaio 1998, e ha avuto un ruolo decisivo nella elaborazione della Relazione sul “caso Impastato“, Doc. XXIII n.50, presentata dal Senatore Giovanni Russo Spena e approvata il 6 dicembre 2000. Per iniziativa del Centro, il testo della Relazione è stato pubblicato nel volume Peppino Impastato: anatomia di un depistaggio nel 2001 e nel 2006 dagli Editori Riuniti e nel 2012 da Editori Riuniti University Press. Nei contributi pubblicati nelle tre edizioni del volume, ho chiesto che “quello che è stato fatto per Peppino Impastato venisse fatto per altri eventi, delitti e stragi, su cui non c’è una verità giudiziaria, o è molto parziale”. Scrivevo:

“Questo testo è stato e continua a essere, un fatto eccezionale. Non si è fatto, e tutto lascia prevedere che non si avrà qualcosa di simile per Portella della Ginestra, per piazza Fontana, per piazza della Loggia a Brescia, per la stazione di Bologna, i grandi buchi neri della storia d’Italia. La domanda con cui concludevo la prefazione alla seconda edizione di questo libro ha avuto risposta negativa” (p. 14 dell’edizione del 2012).

̵ In data 27 febbraio 2003, il Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare, Roberto Centaro, mi comunicava che la Commissione aveva deliberato di avvalersi della mia collaborazione a tempo parziale e a titolo gratuito. Con lettera del 4 marzo comunicavo la mia disponibilità a collaborare e scrivevo

“Sarei lieto se potessi contribuire, all’interno dei lavori della Commissione, a far luce sui rapporti tra mafia e istituzioni e in particolare sui delitti politico-mafiosi e sulle stragi, dall’assassinio di Accursio Miraglia e dalla strage di Portella della Ginestra nel 1947 agli eventi più recenti.

Il mancato accertamento delle responsabilità e l’inadeguata ricostruzione di tali eventi in sede giudiziaria hanno pesato e continueranno a pesare sulla storia del nostro Paese.

La Commissione ha già avuto un ruolo decisivo nella elaborazione e approvazione della relazione sul depistaggio per il delitto Impastato e può avere un ruolo insostituibile nella ricostruzione delle complesse dinamiche che hanno portato alla scelta omicida e stragista per condizionare la vita del Paese”

Non avendo ricevuto nessun incarico, con lettera dell’11 febbraio 2005, presentavo le mie dimissioni, rilevando altresì l’uso scorretto delle mie analisi, che mettono al centro l’interazione tra mafia, politica e istituzioni, nella Relazione annuale della Commissione che invece negava tale rapporto.

Da allora non c’è stato nessun rapporto con la Commissione.

Desidero informarVi che, in seguito alla riapertura dell’inchiesta sul depistaggio delle indagini per l’assassinio di Peppino Impastato, il 23 maggio 2011 ho inviato alla Procura della Repubblica di Palermo una lettera-promemoria, pubblicata nella terza edizione del volume Peppino Impastato: anatomia di un depistaggio, pp. 17-22, in cui richiamavo la relazione della Commissione parlamentare, da cui risultavano le responsabilità dell’allora procuratore capo Gaetano Martorana e dell’allora maggiore dei carabinieri Antonio Subranni. Successivamente sono stato ascoltato dai magistrati che si occupano dell’inchiesta. Dopo il rigetto da parte del Giudice per le indagini preliminari della richiesta di archiviazione presentata dalla Procura, il Centro nel gennaio scorso ha incaricato l’avvocato Fabio Lanfranca di seguire l’indagine. Il legale del Centro, nel febbraio scorso, ha presentato alla Procura di Palermo una Memoria nell’interesse del Centro, in cui si ricostruisce l’attività svolta dal Centro per ottenere giustizia per l’assassinio di Peppino Impastato. Si segnala la particolare delicatezza dell’inchiesta in corso, che la Commissione a suo tempo ha ricostruito nelle sue linee più significative.

Da anni il Centro è impegnato nella realizzazione a Palermo di un Memoriale-laboratorio della lotta alla mafia, che sia insieme: percorso museale sulla mafia e sull’antimafia, itinerario didattico curato dalle scuole, con cui il Centro opera dai primi anni ’80 del secolo scorso, biblioteca, mediateca e archivio di documenti, istituto di ricerca, spazio di incontro e di progettazione. Sono in corso con l’Amministrazione comunale della città contatti per individuare gli spazi. Altri progetti potrebbero essere realizzati nei  Comuni che sono stati al centro delle lotte contadine e di eventi riguardanti la storia della mafia e delle lotte contro di essa.

Il Centro ha già portato a compimento gran parte del progetto di ricerca “Mafia e società” (si veda la scheda allegata) ed  è attualmente impegnato in varie attività, tra cui una ricerca sul ruolo delle mafie nel traffico di esseri umani e nello sfruttamento della prostituzione, nell’ambito del progetto approvato dalla Commissione Europea denominato: “Root Research On Organized Trafficking. The involvment of Organized Criminal Groups in the Trafficking of Women for Sexual Exploitation: the case study of Palermo”. Il progetto è svolto dal CISS (Cooperazione Internazionale Sud Sud) e da altre Organizzazioni non governative, con la collaborazione del Centro. Chi scrive ha già presentato una bozza di relazione sul tema: “Il mercato del sesso a Palermo. Mafia e nuovi gruppi criminali”.

Su questo e su altri temi, come l’uso dei beni confiscati (su una proposta del Centro negli anni scorsi alcuni appartamenti confiscati sono stati assegnati ai senza casa di Palermo), il Centro sarà lieto di avviare una collaborazione con la Commissione.

Si sottolinea che il Centro è totalmente autofinanziato, che le sue attività si svolgono con le risorse e il lavoro volontario dei soci, poiché la nostra proposta che la Regione siciliana si doti di una legge che fissi i criteri oggettivi per l’erogazione dei fondi pubblici finora non è stata accolta.

Auguri di buon lavoro e un cordiale saluto

    Umberto Santino

Presidente del Centro