Mafie e tutela dei diritti:

come fare rete tra le piccole e medie imprese del territorio

 

Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato Onlus e il Centro siciliano di documentazione Giuseppe Impastato, assieme ad Addiopizzo e Libero Futuro, organizzano un convegno, all’interno del ciclo di Democrazia Partecipata, presso l`ex Casa Badalamenti del Comune di Cinisi, giovedì 23 aprile 2015, alle ore 17,30, in diretta su Rete 100 passi.

 

Negli ultimi anni la formazione di associazioni antiracket ha costituito una delle più significative espressioni del movimento antimafia. Commercianti e imprenditori che si sono messi sulla strada di Libero Grassi, denunciando i loro estortori e collegandosi tra loro, hanno mostrato che è possibile liberarsi da una delle più odiose costrizioni imposte dalla mafia nell’esercizio della sua “signoria territoriale”.

Purtroppo, accanto a un’antimafia impegnata in un percorso di affrancamento che rimane lungo e difficile, c’è un’antimafia di facciata che troppo spesso concede patenti di campioni della legalità a personaggi che mirano soltanto a riciclarsi e a far dimenticare un passato non lontano. È quello che è emerso con la vicenda che ha portato all’arresto del presidente della Camera di commercio di Palermo, grazie al coraggio e all’intelligenza dell’imprenditore Santi Palazzolo. E ci pare particolarmente significativo che questo sia accaduto a Cinisi, dove la strada della liberazione dalla mafia era stata aperta dall’attività di Peppino Impastato e dall’esempio della madre.

Con questa iniziativa vogliamo riflettere sullo stato attuale della mobilitazione antiracket e del movimento antimafia, in una fase in cui a significativi successi si accompagnano incertezze e problemi.

 

Introduce e coordina Umberto Santino, presidente del Centro siciliano di documentazione Giuseppe Impastato

 

Intervengono:

Daniele Marannano, Addiopizzo

Enrico Colajanni, Libero Futuro

Santi Palazzolo, imprenditore

 

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