Un volantino della FILLEA
Lavoratori, Edili, le nostre condizioni di vita e di lavoro sono state sempre caratterizzate dallo sfruttamento più bestiale e inumano. La maggior parte di noi non ha mai avuto il libretto di lavoro, non ha mai usufruito della benché minima assistenza contro le malattie e gli infortuni, ha sempre, lavorato in condizioni di spaventosa nocività ed insicurezza e senza assicurazione. Adesso è il momento di dire basta! Ci stiamo organizzando per affermare i nostri diritti e le nostre esigenze. Che cosa chiediamo:
I) che l assunzione avvenga secondo le leggi vigenti (col libretto di lavoro, le marche, I assistenza e lutto il resto);
2) il rispetto dell orario di lavoro (40 ore settimanali, settimana corta);
3) il giusto pagamento dello straordinario (35 per cento in più);
4) il rispetto delle tariffe sindacali;
5) la terza categoria per tutti quelli che hanno già compiuto tre anni di lavoro;
6) salario garantito.
Lavoratori edili, uniamoci per lottare ed affermare il nostro diritto alla vita. Organizziamoci per lottare e per vincere.
F.l.L.L.E.A. – C.G.I.L. Cinisi

 

Volantino di Lotta continua, gennaio 1977

Lavoratori, Cittadini, Compagni, dopo quasi otto mesi di relativa”calma”, il letamaio democristiano ha ricominciato ad emettere i suoi abituali, nauseabondi odori: martedì 21 dicembre, su proposta della giunta monocolore, andrà in discussione al Consiglio Comunale il famoso e famigerato “Progetto Z10”, già “Progetto PA2”. Non c’era da farsi illusioni di segno contrario, da quasi due anni abbiamo sostenuto fermamente che la politica democristiana a Cinisi s’è mossa e si muove sulla direttrice fondamentale dell’approvazione di questo progetto: i fatti ci stanno dando clamorosamente ragione.
A questo punto, poiché molti non sanno ancora bene che cazzo sia questo “Progetto Z10” ne tracciamo una breve cronistoria: fu depositato negli uffici tecnici del Comune agli inizi degli anni ’70, quando ancora, in assenza di un piano regolatore, la zona su cui dovrebbe sorgere (Pozzillo-Orsa) non era stata destinata (come avverrà successivamente) a zona di espansione turistico-alberghiera; fu portato alla ribalta agli albori del ’75 e divenne subito oggetto di polemiche e di denunce all’autorità giudiziaria da parte dell’allora sindaco, Stefano Impastato, che proprio per questo fu fatto oggetto di una spudorata azione di ricatto da parte di un gruppo di cialtroni direttamente interessati alla realizzazione del progetto stesso, (il sindaco Impastato si “dimetteva” successivamente).
Il progetto consiste nella creazione di un porto per imbarcazioni di lusso e delle strutture necessarie (bungalow, piscine, campi da tennis) per assicurare ai “maiali” della zona di “passare serenamente le vacanze” in compagnia delle “loro troie d’alto bordo”. Il tutto costerà vari miliardi (che pagheranno quasi interamente i contribuenti) e la perdita di alcune centinaia di metri di costa e dell’intera fascia di demanio comunale che la banda democristiana è ben disposta a concedere.
Visto il nostro disgusto, ci affrettiamo a chiudere con una preghiera: che lor signori abbiano il buon senso di non romperci più i coglioni con ordinanze del tipo di quelle che abbiamo visto quest’estate sulle nostre spiagge, in cui si vietava alla povera gente di attendarsi: la prossima estate ci riterremo autorizzati ad invitare quella stessa gente ad attendarsi sui fondi di proprietà degli uomini della banda democristiana e dei loro amici più o meno nascosti.

Lotta Continua

 

Volantino di Lotta continua, aprile 1977

Compagni, Lavoratori, Cittadini, all’indomani dell’approvazione del Bilancio comunale, con il voto favorevole di PCI, PSI, PLI, MSI e indipendente di Sinistra, che consente alle minchie pallide democristiane di amministrare ancora per molte lune la cosa pubblica, la Commissione Edilizia ha dato parere quasi favorevole ad un progetto per la Costruzione di un palazzo a 5 piani presentato dal famigerato Finazzo, “strascina quacina” di Gaetano Badalamenti, viso pallido esperto in lupara e traffico d’eroina.
A quanto pare c’è anche il parere del sindaco Bartolotta, uomo bianco dai grossi attributi virili, e dell’Ente Aeroportuale. Infatti il lavoro di scavo per la posa delle fondamenta è già iniziato e chiunque può vederlo (in zona Mulino).
Questa ennesima provocazione, che trova il suo principale punto di appoggio in alcuni banditi presenti all’interno della Commissione stessa, necessita di una risposta immediata e ci chiama ad un doveroso compito di chiarificazione. Per la prima cosa accusiamo la DC di essere una forza politica asservita alla mafia per avere quanto meno consentito la devastazione dell’intero territorio, operata negli ultimi anni dalla cosca dei Badalamenti e con notevoli proventi poi riciclati in altri “affari”.
Chiediamo poi al P.C.I. e al P.S.I. che rendano pubblicamente conto del loro comportamento politico tenuto negli ultimi anni. E precisamente:
1) del loro voto favorevole rispetto al rifinanziamento di 11 milioni, relativo alla strada Siino-Orsa (delib. n. 65 del maggio ’76), soldi finiti nelle tasche dello stesso Finazzo (Parrineddu);
2) della costruzione della strada “Purcaria” quando i loro rappresentanti in Consiglio Comunale facevano parte della Giunta e ricoprivano gli incarichi rispettivamente di vice-sindaco e assessore ai LL.PP.;
3) del loro silenzio cimiteriale rispetto all’opera di saccheggio pianificato del territorio, sia all’interno della Giunta che a livello di Consiglio Comunale;
4) del loro voto favorevole, infine, sul Bilancio di quest’anno, che rappresenta una cambiale firmata in bianco ad un manipolo di cialtroni e di lazzaroni incalliti.
Di fronte ad una simile situazione noi diffidiamo questi partiti cosiddetti di sinistra e per l’ultima volta li richiamiamo alle loro responsabilità politiche e sociali: o con la mafia e la D.C. o contro la mafia e la D.C. Abbiamo comunque materiali sufficienti per un vostro definitivo sputtanamento.
Lotta Continua

 

Lettera (non pubblicata) a “Lotta Continua”

Cari compagni, abbiamo letto su L.C. di mercoledì 12 ottobre (pag. 11) un annuncio col quale una fantomatica comune, che tra l’altro si definisce “la più vecchia d’Italia” indice tre giorni di amore e di lotta contro le mire speculative della mafia locale che, a quanto pare, avrebbe l’intenzione di togliere la “casa” a Carlo Silvestro, che della comune in questione è titolare, general manager ed unico componente. Ma procediamo con ordine. E dal 1969 che il Silvestro, con notevole strombazzo pubblicitario, lascia intendere a mezza Europa che, a Villa Fassini risiede una comune di cui l’ambiente locale non ha avuto neppur sentore. In realtà Villa Fassini ha funzionato sempre come un vero e proprio ostello, se non luogo di villeggiatura, per Carlo Silvestro e i suoi amici che, rispetto al mondo esterno “indigeno””, si sono posti, fatte le dovute eccezioni, in termini di rifiuto o tutt’al più di tentativi sporadici di colonizzazione sottoculturale.
Mai uno sforzo è stato fatto da parte loro per collegarsi con le realtà politiche e culturali presenti in zona. Ma c’è molto di più. In luglio, dopo aver ricevuto un invito a sfrattare entro l’anno, il Silvestro ha cercato e trovato, dopo averli snobbati per otto anni, contatti con i compagni di Lotta Continua, del Circolo Musica e Cultura e di Radio Aut: chiedeva appoggio per “salvare la casa” (parole sue testuali).
Le proposte dei compagni sono state chiare e precise: una campagna di stampa per denunciare la mafia e i suoi rapporti con il territorio (si stava allestendo proprio in quel periodo una mostra fotografica sull’argomento) e un raduno musicale, da tenere entro ferragosto a Villa Fassini, propagandato su scala nazionale e aperto a tutte le istanze politiche e culturali presenti nella zona.
La risposta del Silvestro è stata laconica: “in verità io punto ad una congrua buonuscita; se non mi si daranno i venti milioni che intendo richiedere allora faremo la battaglia”. In realtà Carlo Silvestro non aveva, come non ha, alcuna intenzione di promuovere o di accettare proposte di battaglie politiche di qualsiasi genere: sarebbe ben strano da parte sua dopo otto anni di insignificante presenza a Terrasini.
Egli puntava essenzialmente a due cose:
1) aumentare il suo peso contrattuale in funzione della “congrua buonuscita”, visto che i compagni le battaglie contro la mafia le hanno fatte sul serio da lungo tempo;
2) penetrare all’interno del gruppo di compagni presenti localmente e a Radio Aut per portarne alle estreme conseguenze il processo di disgregazione e per tentare, successivamente, di riagganciarne una parte su un suo progetto di rivista (”Amore”) che, a quanto ci è sembrato di capire, altro non vuole essere che un pastone qualunquistico che, dietro il paravento della “politica del corpo” e del “recupero dell’erotismo”, avrà un’impostazione a metà strada tra il pornografico e la cronaca mondana (d’altra parte il Silvestro ha un suo “rispettabilissimo” passato di porno fotografo).
E lo abbiamo visto all’opera a Radio Aut: dopo quindici giorni di sua presenza, l’incredibile provocazione dell’appello al nudo: L.C. del 10 agosto pubblicava una lettera del Silvestro e di due suoi collaboratori nella quale era contenuto un appello a spogliarsi nudi alle dodici in punto del 15 agosto. Due giorni dopo lo stesso Silvestro, senza neppure consultare i compagni, lanciava lo stesso appello dai microfoni di Radio Aut spacciandolo per una iniziativa di Lotta Continua e invitando alla “trasgressione a chiappe selvagge” da mettere in atto a Sant’Agata di Militello in occasione di “un raduno di L.C. dove tutti si sarebbero spogliati” (si trattava invero di una festa di D.P.). Sulla cosa, su sollecitazione dello stesso Silvestro, veniva imbastita una campagna di stampa tra lo scandalistico e il sensazionale.
“La Repubblica”, “La Stampa”, “Il Giorno”, “L’Europeo”, si scatenavano nella narrazione delle varie fasi della “rivolta a chiappe selvagge” e della “trasgressione di massa”. Radio Aut, come Radio Popolare di Milano, veniva presentata come promotrice dell’iniziativa e: “due redattori di Radio Aut si sono spogliati, esattamente alle dodici, sul molo di Terrasini” (”L’Europeo”, n. 34, pagg. 18-19). Tutto falso. Solo in poche decine si sono spogliati. Nessun redattore di Radio Aut ha “trasgredito”. Ma tutto questo è sicuramente servito al Silvestro per farsi un po’ di pubblicità e per lanciare l’idea della rivista “Amore” (“L’Europeo”, n. 34, pagg. 18-19).
Così come è bastato ai compagni di Lotta Continua, del Circolo Musica e Cultura e di Radio Aut per rompere definitivamente i ponti con Carlo Silvestro e Villa Fassini (sono la stessa cosa), data la sua latitanza quasi decennale e la sua fuga opportunistica dallo scontro politico con la mafia locale, contro cui i compagni hanno concentrato, da anni e pagando di persona, il loro intervento politico a partire dalle reali esigenze e dai bisogni dei disoccupati, dei proletari e dei non garantiti della zona.
Ed è a partire da tutto questo che hanno deciso di prendere le distanze dalle iniziative di Carlo Silvestro, in quanto completamente estranee a qualsiasi esigenza politica, culturale e di liberazione. Saluti Comunisti.
I Compagni di L.C., Radio Aut.
Circolo Musica e Cultura di Cinisi e Terrasini

 

Il volantino sulla vicenda Moro
LO STATO ITALIANO HA AVALLATO LA CONDANNA DI ALDO MORO!!!

Il comunicato N° 9 delle B.R. non sembra lasciare dubbi sulla sorte di Moro. Le decisioni prese ieri dal Comitato Interministeriale per la Sicurezza, di rifiuto di ogni proposta di trattativa, non lasciano da parte loro molti margini di soluzione.
Di fronte alla possibilità, che trapela dal modo in cui si conclude il comunicato delle B.R., che l’assurda condanna a morte non sia stata ancora eseguita, rivolgiamo un ultimo appello alla trattativa in nome della vita e per la difesa del diritto di lottare delle masse popolari. IL PARTITO DELLA MORTE, DELLA PAURA, DELLA ESPROPRIAZIONE DELLA LOTTA DL MASSA, PROCEDE A TAPPE FORZATE. MORO UCCISO RAFFORZA QUESTO STATO: IL GOVERNO NE POTRÀ RISCUOTERE IL CONSENSO CHE HA COSI CINICAMENTE RICERCATO, RIFIUTANDO LA TRATTATIVA E RILANCIANDO LA PIÙ FEROCE RAGION DI STATO. LO STATO PUÒ CONTINUARE AD AMMAZZARE I RAGAZZI CHE SCAPPANO CON UNA MACCHINA RUBATA, CONDANNARE LE MINORENNI ALL’ABORTO CLANDESTINO, RESTARE INDIFFERENTE E COMPLICE AI 4.000 MORTI SUL LAVORO ALL’ANNO, CONDANNARE ALLA DISOCCUPAZIONE ~ ALLA DISPERAZIONE LE GRANDI MASSE GIOVANILI, CONTINUARE A RUBARE E A FARSI CORROMPERE IN PENA IMPUNITA.
NEI PROSSIMI 2 GIORNI l’assenza di pressione popolare organizzata potrebbe far da sfondo all’iniziativa di cementare con il sangue di Moro l’insieme dei partiti intorno allo Stato e alla D.C.
Fino all’ultimo dobbiamo insistere sulla nostra proposta di trattare, non è in gioco soltanto la vita di Moro, si tratta di impedire che si compia il dramma della guerra per bande nel nostro paese: si tratta cioè di ridare alla lotta di massa il ruolo di protagonista della trasformazione sociale. TUTTI I COMPAGNI SONO INVITATI ALLA MASSIMA VIGILANZA E A GUARDARE DAVANTI A SÉ LA LOTTA CONTRO OGNI FORMA DI REPRESSIONE E CONTRO IL GOVERNO E LA MAGGIORANZA CHE LA METTONO IN OPERA.

Cinisi 6.5.78
DEMOCRAZIA PROLETARIA

Pubblicati in: Giuseppe Impastato, Lunga è la notte, a cura di Umberto Santino, Centro Impastato, Palermo, 2002, 2008, 2014.