Anniversario strage Chinnici

Per Rocco Chinnici e gli altri caduti nella strage del 29 luglio 1983

Il Centro Impastato ricorda Rocco Chinnici e le altre vittime della strage del 29 luglio 1983: gli uomini della scorta Salvatore Bartolotta e Mario Trapassi e il portiere Stefano Li Sacchi.
In questi ultimi anni abbiamo vissuto una fase molto difficile dell’impegno antimafia. Si parla di “caduta di tensione”, ma in realtà si tratta di qualcosa di più grave. Sia le istituzioni che la società civile si sono attivate dopo le stragi del ’92 e del ’93, in una logica d’emergenza secondo cui la mafia esiste solo quando spara ed è un fenomeno di cui preoccuparsi soltanto quando tra le sue vittime ci sono personaggi eccellenti. I mafiosi hanno capito che i grandi delitti e le stragi producono effetti boomerang e hanno scelto la strada del controllo della violenza e della scarsa visibilità, la migliore per esercitare la signoria territoriale, dalle estorsioni agli appalti, e per intrecciare nuovi rapporti con formazioni politiche e istituzioni, approfittando di una caratteristica sempre più marcata dell’Italia contemporanea: il trasformismo, che porta singoli personaggi e raggruppamenti politici a fare le scelte più contraddittorie pur di perpetuare il loro potere (l’ultima rappresentazione è andata in scena i giorni scorsi nel teatrino di Sala d’Ercole).
Se la mafia non c’è più, come molti pensano, è inutile continuare con la legislazione d’emergenza, inutile mobilitarsi, inutile ricordare.
Noi riteniamo che invece la mafia ci sia ancora e che è necessario capire le sue dinamiche di adattamento e coltivare una memoria attiva, fuori dai rituali meramente commemorativi, ed elaborare e praticare un progetto di antimafia sociale, in grado di coinvolgere vasti strati della popolazione.
Per il suo ruolo nell’avvio del lavoro del pool antimafia e per l’impegno culturale ed educativo prodigato nelle scuole e in molte iniziative di dibattito e di riflessione, Rocco Chinnici non può non essere un punto di riferimento per quanti pensano che la lotta contro la mafia, al di là di emergenze e tensioni emotive, sia uno dei terreni essenziali per lo sviluppo democratico del nostro Paese.

Umberto Santino, Presidente del Centro Impastato