Iniziative del Centro 2025
Pubblicato il: 18 Febbraio 2026
Qualche considerazione sugli ultimi avvenimenti, a livello internazionale e a livello locale. L’aggressione di Trump al Venezuela, la volontà di annettersi la Groenlandia, l’uccisione a freddo dell’attivista Renée Nicol Good, da parte di un miliziano dell’ICE (Immigration and Custmos Enforcement) un gruppo paramilitare che agisce come la Gestapo nazista, sono l’ulteriore riprova che non c’è più un diritto internazionale, non c’è più il diritto. C’è solo la legge del più forte, nelle forme più brutali. Il potere rigetta ogni forma di regola e di controllo. Lo si era già dimostrato con la guerra della Russia all’Ucraina, con il genocidio dei palestinesi e a completare il quadro ci sono tutti i conflitti in corso, in Africa e in Asia. Sulla strada del rifiuto del controllo è avviato il governo al potere nel nostro Paese: la riforma della magistratura mira ad abolirne l’indipendenza, mettendo le procure sotto il controllo del ministero; il progetto del premierato amplierebbe il potere dell’esecutivo a scapito del Parlamento e dello stesso presidente della Repubblica; l’autonomia differenziata dividerebbe sempre più le regioni ricche da quelle condannate da tempo ad essere povere, con una questione meridionale mai risolta; i decreti sicurezza mirano soprattutto a criminalizzare il dissenso.
A livello locale la notte di capodanno allo Zen, il quartiere periferico di Palermo noto per il dominio esercitato dai mafiosi, ci sono stati spari contro la chiesa e poi è apparso il pupazzo di un frate impiccato. Nei locali parrocchiali la Commissione regionale antimafia aveva tenuto una seduta straordinaria dopo l’assassinio di un giovane a Palermo, il 12 ottobre, compiuto da un giovane dello Zen, appartenente a famiglia mafiosa, e gli “Stati generali per l’infanzia, l’adolescenza e le politiche giovanili” vi avevano svolto una prima sessione per avviare un programma di iniziative nei quartieri di Palermo, a partire dallo Zen. Da questo quartiere proveniva il gruppo di giovani che avevano compiuto la strage di Monreale del 7 aprile, uccidendo tre ragazzi. Per l’Epifania l’arcivescovo di Palermo ha celebrato la messa nella chiesa dello Zen, in solidarietà con il parroco che ha un ruolo attivo in un quartiere “difficile”. Questi gesti contro la chiesa sono bravate di picciuttazzi del quartiere o c’è dietro una regia?
Nel corso dell’anno abbiamo continuato a operare sui temi che hanno caratterizzato il lavoro del Centro: studio, ricerca, documentazione; attività con le scuole; intervento sul territorio; partecipazione alle mobilitazioni antimafia e per la pace; attività del No mafia Memorial.
Studio, ricerca e documentazione. Abbiamo pubblicato il libro Il delitto di via Sampolo su Emanuela Sansone e la madre Giuseppa Di Sano. Il libro è nato dalla collaborazione del Centro con la Biblioteca delle donne e il Museo sociale di Danisinni ed è stato pubblicato dall’editore Navarra. Una prima presentazione si è svolta al No mafia Memorial il 30 dicembre. Abbiamo ristampato, con aggiornamenti, i libretti in più lingue Mafia e antimafia ieri e oggi. Giovanni Burgio ha scritto una serie di articoli su mafia e contesto, alcuni pubblicati su nomafiamemorial.official e sul sito del Centro. Il sito è ancora in fase di riordino, ma è già utilizzabile. Anna Puglisi e Giuseppe Santino, con l’aiuto di Giovanni Burgio e Carlo Bommarito, ci stanno lavorando per renderlo più adeguato al nostro lavoro.
Ci siamo posti il problema della formazione di gruppi criminali giovanili e del loro rapporto con la mafia. Assieme a Giovanni Burgio stiamo contribuendo a un libro collettaneo sulle baby gang, curato da Isaia Sales, che sarà pubblicato da Avviso pubblico.
È in via di completamento il libro La mafia finanziaria, con una nuova introduzione che affronta i problemi attuali della finanziarizzazione e della formazione di un complesso militare-digitale. Il libro sarà pubblicato dall’editore Di Girolamo, in continuità con La borghesia mafiosa. I due libri nascono dal quaderno del Centro con quel titolo pubblicato nel 1994. In cantiere sarebbero una nuova edizione della Breve Storia e un testo più ampio.
Tra le attività di studio e riflessione, la relazione su Mafia e antimafia negli anni ’80, presentata il 5 maggio al Centro studi Scaglione, che sarà pubblicata online.
Il progetto, proposto da tempo, di una ricerca su Palermo non si è potuto realizzare, per la mancata collaborazione di docenti universitari che in un primo tempo si erano mostrati disponibili. Il libro di Amelia Crisantino, La città spugna, è del 1990. Ci sono dati statistici raccolti ed elaborati da Giuseppe Nobile, uno studioso e un amico che conosciamo da molto tempo, che potrebbero costituire la base per riprendere il progetto, ma senza un rapporto con l’Università, in particolare con sociologi, storici, economisti, forse sarà irrealizzabile. Attualmente i rapporti con l’Università sono affidati a Vincenzo Pinello.
Ci sono stati momenti di approfondimento e riflessione con la presentazione di libri: Mafia&droga, con scritti di Umberto Santino, Giovanni La Fiura, Giovanni Burgio e Nino Rocca, il 17 marzo; La coscienza dice no alla guerra, di Autori vari, il 16 giugno; Bandiere e Lenzuoli. La nascita dell’antimafia, la politica, le memorie, di Matteo Di Figlia, l’11 novembre; Il delitto di via Sampolo, il 27 dicembre. Il libro di Umberto Santino, Appunti per un libro di versi, strettamente legato all’impegno culturale e sociale, è stato presentato più volte. Sotto la sigla “Sapere Palermo” che abbiamo già usato, ci proponiamo di organizzare un incontro su “Fare poesia a Palermo”, con la presentazione, assieme alle poesie di Santino, le poesie di Egle Palazzolo e Daniela Musumeci.
La borsa di studio sul tema “Donne e antimafia a Palermo negli anni ’90” è stata assegnata, il 4 giugno, al ricercatore Angelo La Barbera; il lavoro sta proseguendo con la supervisione della prof.ssa Manoela Patti, docente di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze politiche e delle Relazioni internazionali dell’Università di Palermo.
Tra i temi che si dovrebbero approfondire c’è quello delle radici della violenza, in particolare di quella genocidiaria in atto contro i palestinesi, da ricercare nelle fonti religiose a cui gli israeliani fanno riferimento per legittimare la loro azione.
Scuola. Grazie al coordinamento dei docenti Ferdinando Siringo e Fabio D’Agati, la Rete Nomafiamemorial@school sta proseguendo il suo lavoro per l’anno scolastico 2025-2026. Nel 2025 si sono svolte le seguenti attività: la prima al liceo Umberto I con un corso su “Donne e diritti”, tenuto dalla storica Manoela Patti e dalla giurista Alessandra Pera. Successivamente ci sono state due iniziative di progettazione: una ai Cantieri culturali della Zisa, un’altra al Liceo Umberto I. Si sono programmati quattro seminari. Il primo si è svolto il 16 dicembre e ha riguardato il problema della droga e della tossicodipendenza, con la partecipazione della procuratrice Lia Sava, di Nino Rocca, coautore del libro Mafia&Droga, del neuropsichiatra Giampaolo Spinnato, dello psicoterapeuta Sebastiano Vinci, dell’autrice del libro Loop out. Diario di un’adolescente in fuga, Betty C., che ha raccontato la sua esperienza nel mondo della tossicodipendenza, della giornalista Gilda Sciortino. A questo incontro erano presenti studenti di varie scuole. Si prevede un secondo seminario sull’evoluzione della mafia. Finita l’era degli stragisti, dopo l’arresto e la morte di Messina Denaro, come si evolve la mafia, come le attività mafiose si incrociano con la “borghesia mafiosa”? Qual è il ruolo della corruzione e della politica? Si potrebbe accorpare il tema della mafia con quello della violenza giovanile. Il seminario è previsto per febbraio 2026 e sarà aperto ai docenti, agli alunni e alla cittadinanza, con la partecipazione di testimoni ed esperti. Negli incontri in programma gli studenti avranno un ruolo attivo nella gestione e presenteranno proprie produzioni artistiche e/o di riflessione. Gli altri seminari, su temi da definire, si svolgeranno nel corso dell’anno ed è programmata la conclusione con una “Giornata finale: I ragazzi, la scuola e la mafia: quale educazione civica per contrastare l’‘educazione’ della mafia?”
Il lavoro sul territorio, in particolare sul tema della tossicodipendenza, è stato svolto, in continuità con la sua esperienza decennale, da Nino Rocca. L’intervento si è articolato nei seguenti punti: lo studio aggiornato del rapporto mafia e droga, incontri con studenti e docenti, il recupero dei tossicodipendenti con un approccio operativo sul terreno e la pressione sulle istituzioni, la creazione di un gruppo di auto-aiuto formato da genitori. Si è svolta un’assemblea con il presidente del tribunale Piergiorgio Morosini sulla proposta di istituire presso il carcere Pagliarelli una struttura apposita per i tossicodipendenti più fragili che dovrebbero transitare nelle comunità. Si è ottenuta l’apertura di Centri di pronta accoglienza a Palermo e in altre città. Si attende nei prossimi mesi l’apertura a Palermo di due Centri di accoglienza a bassa soglia, frutto delle pressioni da oltre quattro anni. Abbiamo sollecitato l’attuazione della legge regionale sulle tossicodipendenze, il cui testo è pubblicato nel libro Mafia&droga. Un altro tema a cui siamo interessati è “Liberi di scegliere”, un progetto per i figli di mafiosi da sottrarre a un ambiente che li spinge a intraprendere la carriera criminale.
Abbiamo indicato Nino Rocca come rappresentante del Centro agli “Stati generali per l’infanzia, l’adolescenza e le politiche giovanili” che, dopo la prima sessione nel quartiere Zen, ha avviato la formazione di gruppi che dovrebbero elaborare e realizzare un progetto per la creazione di servizi sociali indispensabili per costruire una cultura comunitaria alternativa alla sudditanza alla mafia.
Iniziative antimafia e per la pace. Abbiamo partecipato alle iniziative per l’anniversario dell’assassinio di Peppino, il 9 maggio del 1978, e per la scomparsa della madre Felicia, l’8 dicembre del 2004. Il 6 maggio il casolare dove Peppino è stato ucciso, restaurato dalla Soprintendenza regionale, è stato consegnato a Casa Memoria, all’Associazione Peppino Impastato e al Centro Impastato ed è stato concordato un calendario per le visite. L’8 maggio Umberto Santino ha partecipato all’incontro sul tema: “Una proposta di attuazione del Patto Europeo Migrazione e Asilo: il progetto Riace”, con Mimmo Lucano, Maysom Maijdi, attivista curdo-iraniana, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, moderato da Carlo Bommarito. Il 27 dicembre abbiamo parlato di Emanuela Sansone e della madre Giuseppa Di Sano, con il libro Il delitto di via Sampolo ancora in bozze.
Abbiamo partecipato alle mobilitazioni per la pace e per la Palestina, sostenendo l’azione della Global Sumud Flotilla.
Il Memorial, con la direzione di Ario Mendolia e l’impegno quotidiano di Massimiliano Mendolia, Rosalia Alotta, Chiara Randazzo, e l’aiuto di volontari del Servizio civile (grazie alla disponibilità del MOVI), ha continuato la sua attività; c’è stato un incremento dell’afflusso di studenti, di visitatori e di gruppi provenienti da diverse parti del territorio nazionale, inviati da agenzie di viaggio con le quali abbiamo un rapporto ormai consolidato. Molte le scuole e le Università di altri Paesi che hanno richiesto di visitare le nostre mostre. Il numero di recensioni positive ha superato il migliaio.
Con le donazioni, la vendita di libri e di gadget, si è potuto sostenere il costo del personale impegnato nelle attività del Centro e del No mafia Memorial; per la loro realizzazione anche quest’anno abbiamo ricevuto il contributo del Mibact, grazie all’impegno di Elena Pizzo e Antonia Romeo, e il contributo del 5 X mille.
Abbiamo ospitato la mostra sui 20 anni di Addiopizzo, svolgendo incontri sul fenomeno delle estorsioni nel contesto attuale.
Per ampliare l’offerta culturale del Memoriale sono stati presentati tre progetti nell’ambito di bandi pubblici che, se finanziati, dovrebbero vedere la luce nel 2026. I progetti sono curati da Ario Mendolia. Il primo riguarda una nuova mostra mista, multimediale e fotografica, sulla diffusione delle nuove droghe e il dramma del crack a Palermo. Il secondo, una mostra storica tradizionale sulle relazioni del questore Sangiorgi e alcuni episodi riportati nei libri La mafia dimenticata e La cosa e il nome. Il terzo riguarda una realizzazione multimediale, una camera immersiva dal titolo The last trip sulla vita di Giovanni Falcone. È stato attivato nel mese di settembre un tirocinio curriculare con uno studente universitario, attualmente volontario del servizio civile presso il No mafia Memorial, nell’ambito della convenzione stipulata con l’Università degli studi di Palermo.
Abbiamo trasferito una parte della biblioteca del Centro al Memoriale; Elena Pizzo e Antonella Palazzotto hanno curato una prima sistemazione, ma ci sono problemi per l’area studio dovuti alle ridotte disponibilità di locali.
Organizzare il lavoro e ampliare la partecipazione. Per una maggiore partecipazione dei soci alle attività in corso e in programma ci proponiamo di costituire dei gruppi di lavoro sui temi già accennati. Un primo gruppo potrebbe riguardare mafia e antimafia, cominciando con l’utilizzazione dei materiali già prodotti. I nostri libri più recenti: La memoria e il progetto, Mafie: a che punto siamo?, La borghesia mafiosa, Mafia&Droga, Il delitto di via Sampolo, La mafia finanziaria in preparazione, dovrebbero costituire i punti di partenza.
Ci hanno lasciati: Salvo Vitale, storico compagno di Peppino; Jole Garuti, con cui abbiamo svolto varie iniziative; Nino Di Cara, Angelo Ficarra, Nando Grassi, storici militanti del movimento per la pace e contro la mafia; Franco Donarelli, un grande artista con cui abbiamo redatto due libri, abbiamo proposto di fare una mostra delle sue vignette e delle sue illustrazioni; Rodolfo Loffredo, un artista della grafica, che ha ideato il manifesto del convegno “Portella della Ginestra: una strage per il centrismo” del giugno 1977, con cui è iniziata la nostra attività, e ha contribuito alla redazione del bollettino 10 anni di lotta contro la mafia, pubblicato nel luglio 1978, che ha avuto un ruolo decisivo nel nostro impegno per ottenere verità e giustizia per Peppino.






