Il delitto di via Sampolo
Pubblicato il: 19 Dicembre 2025
Ricordando Emanuela Sansone e Giuseppa Di Sano
Dalla quarta di copertina del libro: Emanuela Sansone e Giuseppa Di Sano. Una ragazza uccisa dalla mafia il 27 dicembre 1896, e una madre, ferita gravemente, che denuncia gli assassini e ottiene giustizia. Ricordarle vuol dire aprire una pagina dimenticata, che vede una mafia organizzata che, contrariamente agli stereotipi, uccideva le donne e i bambini, e svolgeva le attività che sono perdurate nel tempo: controllava il territorio, praticava le estorsioni, ricorreva alla violenza per imporre il suo dominio.
È la mafia rivelata dal questore Ermanno Sangiorgi nelle sue relazioni, della fine Ottocento, per troppo tempo relegate in fondo agli archivi. Ma non c’era solo la mafia, c’era anche chi si ribellava, consapevole di doverne pagare il prezzo.
Emanuela è la vittima sacrificale, caduta dopo un’altra ragazza, Anna Nocera, anch’essa vittima di mafia; Giuseppa si può definire la madre dell’antimafia civile, che precede altre madri, come Francesca Serio, madre di Salvatore Carnevale, il sindacalista ucciso il 16 maggio del 1955, e Felicia Bartolotta, madre di Peppino Impastato, ucciso il 9 maggio del 1978. Una storia al femminile, come quella delle donne che hanno avuto un ruolo decisivo nelle mobilitazioni dei Fasci siciliani, che si raccorda con il presente, in una società in cui il patriarcato tradizionale si incrocia con il prepotere mafioso.






