Commissione antimafia

prot. 804/06 palermo, 04. 12. 2006

Richiesta di dimissione dei membri della Commissione antimafia

La presenza nella Commissione parlamentare antimafia di personaggi con condanne definitive per reati contro la Pubblica Amministrazione inficia gravemente la sua credibilità.
Nel 1972, per la presenza in Commissione del democristiano Giovanni Matta, che non era né condannato né sotto processo, ma era stato soltanto ascoltato dalla precedente Commissione come testimone, in quanto assessore ai Lavori pubblici al comune di Palermo ai tempi di Lima e Ciancimino, i commissari si dimisero e la Commissione fu sciolta.
Il Centro Impastato chiede che, per un fatto ancora più grave, come la presenza di pregiudicati, i membri dell’attuale Commissione presentino le dimissioni in modo che si possa formare una nuova Commissione senza presenze squalificanti.
In nome di un malinteso garantismo, nel nostro Paese si è tollerata l’impunità degli stragisti e, per lunghissimi anni, dei mafiosi. Il riferimento alla “responsabilità politica”, anche in presenza di comportamenti non configurabili come reati, e il richiamo all’autoregolazione da parte dei partiti, che hanno candidato e fatto eleggere anche politici condannati o sotto processo, è stato e continua ad essere una presa in giro.
Se si vuole dare un segnale di cambiamento bisogna dare almeno dimensione politica a responsabilità accertate o in corso di accertamento in sede giudiziaria, disponendo sanzioni certe e inderogabili, come per esempio la sospensione da ogni carica politica e istituzionale per chi è indagato e sotto processo, l’incandidabilità di chi è stato condannato.
Il berlusconismo ha codificato la legalizzazione dell’illegalità, proclamando l’evasione delle tasse come un diritto e approvando le leggi ad personam. Non vorremmo che il centrosinistra avallasse comportamenti disdicevoli con il richiamo alla sacralità del mandato parlamentare e a un garantismo fuori luogo.
Vogliamo porre inoltre il problema di una ridefinizione dei compiti e del funzionamento della Commissione. Invece di cercare unanimismi ad ogni costo, di nominare consulenti lottizzati, di elaborare relazioni che nessuno legge, proponiamo che venga redatto, pubblicato e diffuso adeguatamente un rapporto annuale sulle attività delle mafie e soprattutto sui loro rapporti con il contesto sociale e istituzionale, che registri le varie voci presenti nella Commissione e attivi la collaborazione della società civile organizzata, in particolare dei centri studi e delle associazioni impegnati seriamente nella ricerca e nell’attività antimafia.
Il Centro Impastato chiede che queste proposte vengano discusse e condivise da quanti rifuggono dalla retorica dell’antimafia-spettacolo e sono quotidianamente e responsabilmente impegnati nell’azione di prevenzione e di contrasto alle mafie.

Umberto Santino
Presidente del Centro Impastato