La risposta dell’Editore Einaudi alla lettera di diffida

Torino, 26 ottobre 2010
Egregi
Dottor Umberto Santino
Presidente del Centro siciliano di documentazione “G. Impastato”
Avvocato Pietro Spalla
Avvocato Antonina Palazzotto
Piazza Papa Giovanni Paolo II n. 28
90146 Palermo

Raccomandata A.R.
Anticipata via fax al n 091/61.95.239

Oggetto. Vostra diffida del 4.10.2010

Riscontriamo Vostra per precisare quanto segue.
Riteniamo ingiustificate, gravi e diffamatorie, anche per le modalità con le quali sono state diffuse all’opinione pubblica, le affermazioni da Voi effettuate in ordine alla non correttezza e alla lesività di quanto dall’Autore e dalla nostra casa Editrice pubblicato, nonché l’accusa di “ricostruzione …quantomeno grossolana e superficiale” e le ulteriori analoghe nella Vostra missiva riportate.
Eppure, una semplice e attenta lettura del testo da Voi contestato e, soprattutto, del contesto nel quale esso è inserito, rende evidente che le affermazioni dell’autore nulla tolgono al ruolo svolto dal Centro siciliano di documentazione “G. Impastato”, né tanto meno si propongono l’obiettivo di una ricostruzione storica del delitto Impastato e delle vicende processuali successive.
L’obiettivo del testo “La parola contro la camorra” dal quale sono state estrapolate le frasi ritenute in maniera apodittica lesive dell’identità del vostro cliente, è evidentemente quello di sottolineare il ruolo rilevante che può avere un film e, in generale, ogni forma di media, rispetto al compito di riportare alla memoria dell’opinione pubblica episodi di cronaca di primo piano.
In conclusione, le affermazioni dell’autore Saviano non sono in alcun contrasto con la verità storica, ma stanno a testimoniare, a partire dall’indubbio successo del film “I cento passi” e dell’attenzione che ha destato a livello nazionale, l’importanza di tutti i media nel ricordo delle vittime di mafia, tema del resto dell’intero DVD e del libro contestato.
Appare peraltro singolare che l’accusa provenga in assunta difesa della dignità e dell’immagine di persone (peraltro, a meno che non facenti parte del Centro da Voi rappresentato, non firmatarie della comunicazione e che, anzi, hanno manifestato la propria vicinanza all’Autore anche in occasioni pubbliche), quali amici e familiari, che, oltre tutto, sono state espressamente richiamate nel medesimo testo, come da Lei stesso riconosciuto.
Per tali motivi, non riteniamo dovuta alcuna rettifica né, tantomeno, il ritiro dell’Opera dal commercio e sin da ora Vi precisiamo che ulteriori iniziative diffamatorie nei confronti della nostra casa Editrice saranno perseguite nei termini di legge con Vostro aggravio di oneri e spese.

Distinti saluti.
Giulio Einaudi Editore S.p.a.
L’Amministratore delegato
(Antonio Baravalle)