Centro parte civile

Il Centro Impastato ammesso come parte civile al processo contro i responsabili del delitto Impastato
Il Centro Impastato esprime apprezzamento per la decisione del giudice per le indagini preliminari Renato Grillo che nell’udienza di mercoledì 10 marzo ha accolto la richiesta del Centro di costituirsi parte civile nel procedimento contro i responsabili del delitto Impastato, accanto alla madre di Peppino Impastato, Felicia Bartolotta, e al fratello Giovanni, e assieme al Partito della Rifondazione comunista, all’Ordine dei giornalisti e al Comune di Cinisi.
Nella motivazione della decisione si sottolineano soprattutto due aspetti dell’attività del Centro: il suo ruolo nell’inchiesta contro i mafiosi indicati come responsabili dell’assassinio, con l’incessante sollecitazione della magistratura attraverso la presentazione di esposti e di altri materiali riguardanti il delitto e il lavoro di analisi, ricerca e documentazione sulle attività criminose ed economiche della famiglia mafiosa di Badalamenti e con la denuncia dell’azione di depistaggio svolta da vari soggetti con il risultato che solo dopo vent’anni dal delitto si è arrivati all’incriminazione dei mafiosi di Cinisi; la funzione insostituibile a tutela dell’immagine di Peppino Impastato, che si è fatto di tutto per infangare facendolo passare per terrorista e suicida, con un’opera di studio, educazione e mobilitazione in continuità con l’impegno di Impastato.
Si tratta di una decisione importante e innovativa che dovrebbe costituire un precedente e a cui dovrebbe ispirarsi una riforma della normativa vigente, ancora ferma a una valutazione restrittiva del danno arrecato con la commissione di un omicidio mafioso che troppo spesso si traduce nell’esclusione dell’apporto significativo che possono dare le parti civili nei processi di mafia.
Umberto Santino, presidente del Centro Impastato