Guerra in Serbia

Contro la guerra e un ordine mondiale fondato sull’ingiustizia e l’illegalità
La guerra contro la Serbia è un’intollerabile violazione del diritto internazionale e vuole essere l’inizio di un nuovo corso che getta ombre preoccupanti sul futuro dell’umanità. Le Nazioni Unite sono state completamente esautorate, e questo finora non era mai avvenuto con tanta brutalità; la Nato interviene al di là dei limiti e delle competenze fissati dal Patto Atlantico, con una guerra d’aggressione, mascherata da “ingerenza umanitaria”, contro un paese sovrano; i governi europei, retti da una sinistra che ha cancellato la sua identità politica ed etica, hanno mostrato il più completo servilismo nei confronti degli Stati Uniti; la Russia, ormai ridotta a paese da Terzo mondo, lancia minacce che somigliano ai ruggiti di un coniglio.
Le grandi tragedie che il XX secolo lascia in eredità al prossimo, dalla questione kurda ai Balcani, all’Africa, i genocidi, i milioni di profughi e di emigranti, in realtà non interessano ai signori della finanza e della guerra, impegnati a rafforzare un ordine mondiale fondato sull’ingiustizia e l’illegalità. La Nato è il gendarme di un mondo in cui il mercato seleziona ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri e numerosi e la sudditanza agli Stati Uniti discrimina amici e nemici.
Si prepara per l’umanità una modernissima barbarie. Se non si ridefiniscono il ruolo e la struttura delle Nazioni Unite, se non si forma una forza internazionale di pace al servizio di organismi internazionali democraticamente rappresentativi, sciogliendo la Nato e archiviando l’arroganza egemonica degli Stati Uniti; se non si gettano le basi per una convivenza pacifica fondata su una distribuzione equa delle risorse, si diffonderanno i conflitti e si inaspriranno i nazionalismi. La guerra getta benzina sul fuoco. Lo si è visto con il dittatore Saddam e lo si sta vedendo con il dittatore Milosevic.
In ogni caso vogliamo ricordare che, fino a prova contraria, in Italia c’è ancora una Costituzione che “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” e che è stata calpestata.
Dire queste cose, richiamare i principi della civiltà, protestare contro le scelte di guerra, avvertire i pericoli in agguato, forse non riuscirà a fermare le bombe della Nato, ma almeno sta a significare che è ancora possibile non arrendersi allo spettacolo della forza e della prepotenza, riproposto come il più sensazionale dei programmi dagli schermi televisivi.
Centro Impastato – Centro sociale S. Francesco Saverio