Esclusione del Centro come parte civile

Processo Impastato: respinta la richiesta del Centro Impastato di costituirsi parte civile.

Sulla base di un’interpretazione rigida della normativa vigente, la Corte d’Assise di Palermo ha respinto la richiesta del Centro Impastato di costituirsi parte civile nel processo contro Vito Palazzolo per il delitto Impastato. Sono stati esclusi anche il Partito della Rifondazione Comunista e l’Ordine dei giornalisti, mentre sono state accolte le richieste dei familiari, del Comune di Cinisi e della Presidenza della Regione siciliana.
La richiesta del Centro era stata accolta dal Giudice per le udienze preliminari e pensavamo che la sua ordinanza avesse aperto una strada nuova, che purtroppo si è interrotta.
Viene così a mancare nel processo il soggetto che, in collaborazione con i familiari e i compagni di Impastato rimasti sulla breccia, per più di vent’anni si è prodigato perché venisse fatta giustizia, individuando esecutori e mandanti e colpendo anche tutti coloro che col depistaggio delle indagini hanno danno una mano ai responsabili del delitto.
L’attività del Centro Impastato viene riconosciuta a chiare lettere dall’ordinanza della Corte ma, poiché il Centro non ha avuto un danno diretto dall’omicidio, la richiesta di costituzione come parte civile non è stata accolta.
Il Centro rinnoverà la richiesta al processo contro Badalamenti che inizierà il 29 giugno prossimo e, in ogni caso, sarà accanto ai familiari e darà il suo contributo all’accertamento della verità. Per quanto riguarda la costituzione di parte civile, il Centro sottolinea l’esigenza che venga opportunamente modificata la normativa in vigore, in particolare per i processi di mafia.
In continuità con il suo lavoro, il Centro Impastato ha recentemente inviato un promemoria alla Commissione antimafia, puntando l’attenzione sul ruolo della magistratura e delle forze dell’ordine nel depistaggio delle indagini che ha fatto sì che un processo che avrebbe potuto risolversi in pochi anni, imboccando da subito la pista dell’omicidio mafioso, cominci a muovere i primi passi a più di vent’anni dal delitto.

Umberto Santino, presidente del Centro Impastato