Indegna vicenda di Vienna e dintorni

Lettera di Giovanni Impastato

Carissimi amici, compagni e campagne, come vedete bisogna indignarsi e lottare per ottenere qualche risultato. Non avete idea di quanto mi pesi questa vicenda, purtroppo le ferite che dovrebbero rimarginarsi si allargano sempre di più, i brutti ricordi non ti lasciano nonostante siano passati 35 anni, per colpa di due cretini italiani (Marco e Julia Marchetta) che in terra d’Austria non distinguono il confine fra l’ironia e la decenza. Arrivare a questo punto, per pubblicità e soldi,significa non avere rispetto per l’uomo e per la sua dignità. Non si possono superare certi limiti calpestando ogni forma di pietà cristiana e non tenendo conto che si tratta di persone morte per una giusta causa.
Ancora oggi mi tocca subire queste umiliazioni e offese. Purtroppo i cretini non sono soltanto in Austria, in terra siciliana non mancano. Ricorderete che l’anno scorso un’emittente televisiva locale “antimafiosa” mi attaccava insultandomi perché nella mia storica pizzeria, che molti conoscono come punto di riferimento per l’impegno antimafia, organizzavo iniziative di grande spessore culturale con ospiti di notevole rilievo, come Piero Grasso, Roberto Saviano, Don Luigi Ciotti, Francesco Forgione, Antonio Ingroia, Franca Imbergamo, Francesco La Licata, Enzo Ciconte, Umberto Santino, e tanti, tantissimi altri… Hanno coniato addirittura il termine L’Antimafia a “QuattroGusti”, potete gustare un “Peppino ai Quattro Formaggi” o un “Peppino alla Marinara”, offendendo i nostri clienti con affermazioni come “l’utero o il dilettevole”, senza rispetto per un grande lavoro di denuncia in quel territorio molto esposto e per l’attentato incendiario subito qualche mese prima proprio per aver portato avanti questo impegno assieme alla mia famiglia.
Come vedete, se ai cafoni d’Oltr’alpe aggiungiamo i cafoni Siculi, di casa nostra e di un certo tipo di antimafia, non arriveremo mai ad una conclusione. A questo punto penso sia importante non permettere a nessuno di mancare di rispetto alle nostre vittime, noi lo stiamo facendo come famiglia Impastato e come Centro Impastato e lo continueremo a fare affinché le forze ci aiuteranno. Dalla biblioteca di Ponteranica a Cinisi per quanto riguarda il Casolare dove è stato ucciso Peppino, a “Casa Memoria” dove accogliamo decine di miglia di persone ogni anno, con un grande riconoscimento ottenuto come patrimonio culturale. Con tanti progetti nelle scuole del territorio, con un lavoro di analisi di studio e di ricerca con il Centro Impastato e la nostra presenza in tutta Europa ed oltre.
Per concludere voglio ringraziare Rete Cento passi per l’impegno mostrato nell’affrontare il problema e nel portare avanti la petizione, il Ministro degli Esteri Emma Bonino, dopo l’appello nostro e della Signora Falcone, è stata veramente tempestiva nell’intervenire su questa vicenda dolorosa per tutti. Grazie a tutti coloro che mi sono stati vicini. Penso che la battaglia non sia ancora conclusa. Bisogna vigilare e pretendere rispetto per il nostro impegno.

Giovanni Impastato

Condividiamo l’indignazione e l’amarezza di Giovanni.
Umberto Santino, Anna Puglisi, Centro Impastato di Palermo