Racket a Palermo
Pubblicato il: 28 Ottobre 2025
Giovanni Burgio
La macchina del racket non si ferma mai
A Palermo, mercoledì 1 ottobre, ci sono stati due arresti per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il mandamento mafioso della città interessato è quello della Noce.
Per il Giudice delle indagini preliminari, Filippo Serio, “La richiesta illecita è consistita nel chiedere la corresponsione di una somma di denaro facendo leva sulla regola mafiosa che ineluttabilmente impone agli operatori economici di erogare in favore della consorteria criminale mafiosa che controlla il territorio una qualche somma di denaro, senza alcun legittimo titolo o ragione”.
Sono Giuseppe Frangiamore e Giovanni Montoro gli uomini vicini alle cosche accusati di aver compiuto alcuni tentativi di riscossione di denaro ai danni di due imprenditori edili e di un commerciante.
Tre gli episodi documentati e accertati dagli inquirenti tra maggio e giugno di quest’anno. Il primo è avvenuto il 20 maggio in un cantiere edile di via Antonio de Saliba. A bordo di un motoscooter elettrico due individui hanno intimato ad un operaio di riferire al titolare di consegnare le somme dovute. Venti giorni dopo un bidone con tre litri di benzina è stato lanciato dentro la recinsione del cantiere. Il 14 luglio gli estortori, per ribadire che le loro richieste erano sempre pendenti e per ostentare il controllo sul territorio, sono passati di nuovo davanti l’area dei lavori.
Il secondo caso è accaduto in via Giorgio Gemellaro, in un altro cantiere edile. Sempre il 20 maggio c’è la prima richiesta di denaro. Un mese dopo le stesse persone mostrano insofferenza e lanciano un messaggio minaccioso e perentorio “Già siamo passati mille volte. Digli al tuo titolare che si presenta, altrimenti lo andiamo a prendere a Monreale”.
La terza richiesta, ancora a maggio, è stata fatta ai danni di un commerciante di via Campolo. In questo caso, usando il tono conciliante e quasi amichevole, si è ritornati alla consueta formula della “messa a posto” in due rate: “Ci conosciamo. Mi chiamo Giuseppe… 1.500 a Pasqua, 1.500 a Natale”.
In tutti e tre gli eventi, sia il Frangiamore che il Montoro, personaggi già noti agli investigatori, sarebbero stati individuati grazie ai sistemi di videosorveglianza e soprattutto dopo le testimonianze rese da operai, dipendenti e titolari delle imprese. Dice infatti Addiopizzo che ha affiancato alcuni dei denuncianti “Registriamo come abbiano avuto un ruolo determinante gli operai presenti in cantiere che hanno subito le minacce e le richieste estorsive. Anche la loro collaborazione si inserisce in un percorso condiviso di denuncia. Non ci si può più affidare soltanto al lavoro di magistrati e Forze dell’Ordine”.
Però, accanto a questa nota positiva, il comunicato dell’Associazione antiracket sottolinea che “C’è anche chi ricerca l’estorsore: perché il pizzo è il prezzo che si sceglie di pagare per scalzare concorrenti e avere risolti problemi e controversie”. Addiopizzo già da parecchio tempo ha fatto questa analisi sulle attività economiche presenti in città, evidenziando che negli ultimi anni si è notata una tendenza a pagare. Questo avviene, secondo l’Associazione, per pura convenienza e interesse personale, e in alcuni casi perfino per vicinanza o connivenza con i boss. Atteggiamenti che quindi debbono essere censurati e condannati.
C’è da notare che le indagini sul mandamento della Noce già il 9 aprile scorso avevano fatto scattare 12 arresti. In quel caso era emersa una lotta per il potere che vedeva contrapposti le vecchie leve appena scarcerate e i nuovi personaggi che le avevano sostituite (https://share.google/Kd4SCwBDbCozXcG17). Evidentemente questi nuovi episodi estorsivi confermano che negli stessi luoghi la macchina del racket non si ferma mai e c’è sempre qualcuno che freme per governare il territorio.[1]
[1] Le fonti per quest’articolo sono state: Fabio Geraci, La rivolta di chi non paga. Due arresti dopo le denunce; Fa. G., L’associazione insiste: pronti a sostenere chi non ce la fa più, Giornale di Sicilia 2.10.25, pg. 14; Virgilio Fagone, “I soldi o smontate tutto”. Le minacce degli estortori; V. F., L’Ance: “Ristori e assistenza per chi dice no al racket”, Giornale di Sicilia 3.10.25, pg. 18; LiveSicilia.it 1.10.25: di Redazione, Palermo, estorsioni alla Noce: blitz della polizia, scattano due arresti; Riccardo Lo Verso, Mille e 500 a Pasqua e a Natale, gli imprenditori denunciano: due arresti; Riccardo Lo Verso, Uomini del pizzo “inchiodati” dalle immagini e dal coraggio delle vittime.
10 ottobre 2025







