Solidarietà ai magistrati

Per rispondere alle minacce mafiose

Il Centro Impastato esprime solidarietà a Teresa Principato, Nino Di Matteo e a tutti gli altri magistrati impegnati in inchieste sulla mafia e minacciati quotidianamente, chiede che venga assicurata una protezione adeguata (la lotta contro le mafie è una priorità strutturale e non un pronto soccorso d’emergenza) e propone che vengano organizzate delle iniziative di riflessione e di mobilitazione adeguate alla gravità della situazione.
Negli ultimi anni il fatto che la mafia siciliana abbia fatto meno ricorso alla violenza omicida non significa affatto che essa sia finita. La “sommersione” è stata una tattica e le minacce degli ultimi mesi sono le risposte a iniziative che vengono avvertite come pericolose per l’attività dell’organizzazione. Così possono leggersi il processo sulla trattativa tra mafia e istituzioni, gli arresti che rendono sempre meno sicura la latitanza di personaggi come Messina Denaro.
Le estorsioni, nonostante lo sviluppo dell’associazionismo antiracket, sono continuate, poiché sono un fattore irrinunciabile per confermare la signoria territoriale mafiosa; il ruolo della mafia nei traffici nazionali e internazionali si è ridefinito all’interno dei nuovi rapporti tra le varie organizzazioni criminali e lo stesso si può dire per le sue interazioni con settori delle istituzioni, connaturate alla complessità del fenomeno mafioso, tenuto conto della configurazione del potere che si è determinata negli ultimi decenni, con il consenso al berlusconismo, la crisi delle forze di sinistra, i connubi deleteri per le sorti della democrazia nel nostro Paese, l’irruzione del populismo e il dilagare delle astensioni.
E’ necessaria una riflessione che tenga conto di questi elementi e si leghi con le attività più significative svoltesi recentemente: l’impegno nelle scuole, l’azione antiracket, l’uso sociale dei beni confiscati, le mobilitazioni per la magistratura, dei senzacasa e contro la tratta.
Il Centro propone un incontro tra le realtà interessate che prepari un programma di lavoro unitario e plurale, rispettoso delle storie e delle peculiarità di ciascuno.
Umberto Santino