Sui contributi della Regione siciliana

Apprendiamo che per l’ennesima volta la Regione siciliana ha fatto piovere i suoi contributi su una selva di associazioni, senza nessun criterio che non sia quello consueto della grazia ai devoti dei santi del paradiso regionale.
Anche per quest’anno, come per gli altri anni, il Centro Impastato, che opera da 33 anni, non ha presentato domanda per partecipare alla spartizione dei fondi regionali, per una ragione che non ci siamo stancati e non ci stanchiamo di ripetere: i fondi pubblici vanno erogati in base a una legge che fissi, chiaramente, i criteri per la loro assegnazione.
Abbiamo chiesto moltissime volte che si faccia questa legge e nel 1999 c’eravamo in qualche modo riusciti, con la legge regionale numero 20, ma allora si disse che, in mancanza di un regolamento di attuazione (che in realtà c’era e presso il Centro ne abbiamo copia), in seguito alle vibrate proteste di chi non sa fare né cultura né tanto meno attività antimafia che non sia “assistita”, si ripristinavano le vecchie leggine-fotografie con cui si erano finanziati centri, fondazioni e associazioni.
Ci siamo chiesti e ci chiediamo come si possa fare attività culturale e in particolare attività antimafia sollecitando, avallando, perpetuando metodi clientelari che se non sono mafiosi di per sé della mafia costituiscono l’anticamera e il ventre ospitale.
Purtroppo le nostre richieste sono andate a vuoto, perché sono state isolate da tanti altri nati dopo di noi, che non hanno un’adeguata dotazione di materiali, le cui competenze sono tutte da dimostrare e la cui attività consiste in eventi tanti pubblicizzati quanto di dubbia utilità..
Riproponiamo, nonostante tutto, la richiesta che la Regione e le altre istituzioni si dotino di una legislazione che stabilisca i criteri obiettivi con cui assegnare i loro fondi, con la costituzione di un Albo a cui possano iscriversi soltanto gli enti che esistono da un certo numero di anni, siano dotati di biblioteca e di altre strutture, abbiamo svolto attività documentabili, in primo luogo di ricerca, studio e documentazione, presentino un programma di attività in corso di svolgimento o da avviare.
Chiediamo a centri, fondazioni e associazioni: chi è disponibile per fare questa battaglia per sconfiggere il clientelismo imperante e chi all’interno dell’Assemblea regionale e delle altre istituzioni vuole intestarsi questa iniziativa?
Dati i precedenti, non nutriamo molta fiducia, ma non intendiamo rinunciare a fare sentire la nostra voce, esplicitamente dissonante dal coro dei devoti in cerca di grazie presso i potenti di turno.

Umberto Santino Presidente del Centro Impastato