Intimidazione a Casa Memoria

prot. 433/07 palermo, 11. 06. 2007

L’intimidazione contro la Casa memoria di Cinisi: un’ennesima espressione della viltà mafiosa

“Ci siamo ancora”: questo vuole essere il messaggio contenuto nell’atto intimidatorio consumatosi a Cinisi contro la Casa della memoria intitolata a Felicia e a Peppino Impastato.
I mafiosi che hanno ucciso Peppino, hanno camuffato il delitto da atto terroristico per infangarne la memoria, non tollerano che, grazie all’impegno della madre e del fratello di Peppino, dei suoi compagni di militanza, del Centro Impastato di Palermo, siano stati puniti come mandanti Gaetano Badalamenti e Vito Palazzolo. Non tollerano che la Commissione parlamentare antimafia abbia approvato una relazione in cui si dice chiaramente che rappresentanti delle forze dell’ordine e della magistratura hanno depistatole indagini e coperto i responsabili dell’omicidio. Non tollerano le mobilitazioni di tutti questi anni, dalla manifestazione nazionale del 1979 a oggi, che hanno visto migliaia di persone accorrere a Cinisi per ricordare l’impegno di Peppino e .della madre e dare vita a nuove iniziative nel loro nome e sul loro esempio.
L’atto di intimidazione continua un’antica tradizione mafiosa, di viltà e di disonore. Forse qualcuno pensa a una rivincita e anche con la proposta di dedicare l’aula consiliare a un personaggio, come l’ex sindaco Pandolfo, bersaglio delle denunce e degli sberleffi di Peppino a Radio Aut, e di cui abbiamo più volte pubblicato le fotografie che lo vedono accanto a Cesare Manzella e Tano Badalamenti, qualcuno vorrebbe ribadire vecchi rapporti e antiche fedeltà.
Cinisi ormai è nota in tutto il territorio nazionale e anche in altri Paesi per la personalità di Peppino Impastato che ha ribaltato l’immagine di Mafiopoli, suddita di Badalamenti e dei suoi complici, in città dell’antimafia.
La comunità di Cinisi si riconosca nel suo impegno e nel suo esempio e prenda decisamente le distanze da chi vorrebbe ripristinare il potere mafioso con atti che dimostrano soltanto la vigliaccheria di chi li compie.
Chiediamo.all’amministrazione comunale di Cinisi di organizzare una manifestazione in solidarietà con i familiari e i compagni di Peppino. Ribadiamo una nostra richiesta avanzata più volte: si dedichi a Peppino Impastato la piazza centrale di Cinisi. Nell’aula consiliare si ponga la sua immagine e quella della madre e si sistemi al più presto il luogo in cui Peppino è stato tramortito e ucciso, per onorare la sua memoria e ribadire il rigetto della violenza e della cultura mafiose

Umberto Santino
Presidente del Centro Impastato